…e continuano a mangiare fagioli: ultimo ciak con Oliver Onions, Gigi e Andrea

In Articoli IT by Alberto

La domanda sorge spontanea: cosa collega gli Oliver Onions a Gigi e Andrea?

…e continuano a mangiare fagioli è un progetto vivo e dinamico, che attraversa il cinema in modo originale e inaspettato.

Alcuni progetti nascono con una forma precisa.
Altri, strada facendo, si rendono conto che quella forma muta, evolve e si trasforma.

Il progetto “…e continuano a mangiare fagioli” è nato come docufilm, con l’intento di raccontare un importante momento della storia del cinema popolare italiano. Ma chilometro dopo chilometro, intervista dopo intervista, incontro dopo incontro, è diventato evidente che il materiale raccolto non poteva essere contenuto in un unico lungometraggio.

Così, naturalmente, durante la sua lavorazione il progetto ha iniziato a trasformarsi in una docu-serie.

Non per scelta strategica, ma per necessità narrativa.
Perché alcune storie, quando sono vere, chiedono di essere raccontate senza compromessi soprattutto quando sono coinvolti nomi come Ornella Muti, Naike Rivelli, Enrico Vanzina, Renato Casaro, Ottaviano Dell’Acqua… con Riccardo Pizzuti, a cui abbiamo dedicato questo articolo e molti, molti altri.

UmbriaCON è stato un evento dove il progetto ha concluso una parte importante del suo percorso.

Uno schermo di una videocamera in primo piano riprende sullo sfondo un set con quattro persone che stanno preparando una intervista all'interno di un salottino

Il ciak che ha dato il via all’ultimo giro di riprese con l’intervista degli Oliver Onions

UmbriaCON: un evento che diventa set

Durante UmbriaCON, il confine tra evento e set cinematografico si è assottigliato fino quasi a scomparire.

Gigi e Andrea non sono semplicemente due icone della comicità italiana: sono la dimostrazione vivente che il tempo, se attraversato con intelligenza e passione, può diventare evoluzione.

Per Marcello Vicini e Alberto Baldisserotto accompagnarli all’interno dell’evento di UmbriaCON, seguirli nel backstage, osservarli prima di salire sul palco e poi vederli davanti al pubblico è stato come assistere a un passaggio di testimone tra passato e presente.

Questa attività di management si è avviata grazie a Marcello Vicini che, con il supporto di Studio Arti Visive, ha contattato e coinvolto il duo su richiesta dell’organizzazione di UmbriaCON.
Il tutto nella finalità non solo per l’evento ma anche di coinvolgimento nel progetto della docu-serie …e continuano a mangiare fagioli.

Due attori revitano su un palco con sullo sfondo un grande schermo che proietta la loro immagine

Un momento dello spettacolo di Gigi e Andrea sul palco di UmbriaCON

Non si trattava infatti solamente di partecipare assieme a una manifestazione pop e culturale, ma di vivere un’ultima, importante tappa di riprese.
Proprio qui, infatti, si è chiuso uno dei capitoli fondamentali della docu-serie: quello legato all’intervista di Guido e Maurizio De Angelis.

Inserire parallelamente anche Gigi e Andrea nel progetto della docu-serie ha significato raccontare una forma di comicità che non ha mai smesso di dialogare con il pubblico e… con i fagioli!
Infatti proprio a questo elemento iconico di Trinità e Bambino hanno dedicato uno sketch originale pensato appositamente per la docu-serie.

Un momento spontaneo, autentico, che racchiude perfettamente lo spirito del progetto: raccontare il cinema con il cinema stesso, senza filtri.

Davanti alle telecamere, così come lontano da esse, Gigi e Andrea si sono dimostrati coerenti con ciò che rappresentano: autentici, disponibili, curiosi.

Una troupe cinematografica al lavoro su un set riprende due attori mentre recitano una scena

Un momento dal set della docu-serie ‘…e continuano a mangiare fagioli’ con, da sinistra: Gianluca Bonucci, Emanuele Ziliani, Daniel mercatali, Martina Fabbri e sullo sfondo Gigi e Andrea

Durante le riprese per la docu-serie, la loro alchimia è apparsa evidente: tempi comici impeccabili, battute che funzionano oggi come ieri, una naturalezza che non si costruisce ma si coltiva nel tempo.

Il materiale raccolto in questa occasione non è stato solo prezioso, ma decisivo.
È qui che il racconto ha trovato uno dei suoi momenti più forti e simbolici.

Le ultime interviste: Oliver Onions e la fine delle riprese

UmbriaCON, come anticipato, ha segnato anche un altro passaggio fondamentale: la chiusura ufficiale delle interviste.

Con la presenza di Guido e Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions, la docu-serie ha completato il suo percorso di raccolta testimonianze.
Le loro musiche non sono semplici colonne sonore: sono memoria collettiva, emozione condivisa, ritmo che attraversa decenni di cinema.

Intervistarli in questo contesto ha dato alle riprese un valore aggiunto che non si può descrivere a parole.

La presenza di Guido e Maurizio De Angelis, alias Oliver Onions, a UmbriaCON non è stata solo un tassello importante per l’evento ma anche per la docu-serie. È stato un momento profondamente umano, intenso.

Parlare con loro significa inevitabilmente attraversare decenni di cinema, immagini che appartengono all’immaginario collettivo, melodie che non hanno bisogno di presentazioni. Ma ciò che ha reso l’incontro davvero speciale è stato il fatto che la conversazione non si è fermata alle colonne sonore.

Anzi, da lì è solamente iniziata.

Tre persone in posa sorridono per una foto con alle spalle una porta di ingresso di una stanza

Marcello Vicini con Guido e Maurizio De Angelis

Guido e Maurizio hanno raccontato il loro percorso con una lucidità, senza nostalgia, infatti con curiosità esplorativa hanno parlato del presente e di come sia cambiato il modo di comporre, di produrre, di ascoltare musica.
E, con grande apertura, si è arrivati perfino a toccare un tema spesso evitato o semplificato: l’intelligenza artificiale nella musica.

Gli Oliver Onions hanno dimostrato ancora una volta perché il loro lavoro attraversa il tempo: non perché appartiene al passato, ma perché continua a interrogare il presente.

In questo clima di dialogo aperto, la loro intervista ha assunto un valore che va oltre il cinema: è diventata una riflessione su cosa significhi oggi creare, comporre, trasmettere emozioni.

A rendere tutto ancora più unico, il riflesso del contesto di UmbriaCON: un evento vivo, popolato da generazioni diverse, dove quelle musiche continuano a essere cantate, riconosciute, vissute.

Con l’intervista agli Oliver Onions si è chiuso ufficialmente il capitolo delle riprese.

Non con un senso di fine, ma con la sensazione rara di aver raccolto qualcosa di prezioso: una memoria che non si limita a ricordare, ma che continua a dialogare con il futuro.

Tre uomini in piedi in posa per una foto sorridono di fronte all'obiettivo

Alberto Baldisserotto con gli Oliver Onions

Una squadra che tiene insieme il racconto

La docu-serie “…e continuano a mangiare fagioli” prende forma grazie a una visione condivisa.

La sceneggiatura di Marcello Vicini continua a evolversi, adattandosi al materiale raccolto e lasciando spazio all’imprevisto, che spesso è il vero cuore del documentario.

Accanto a lui, la regia di Daniel Mercatali, la fotografia di Davide Mancori e il lavoro sul suono di Gianluca Bonucci stanno costruendo un linguaggio che non guarda al passato con nostalgia, ma con rispetto e lucidità.

Due uomini in piedi parlano con attorno una attrezzatura in allestimento per un set cinematografico, formata da un faro, una televisione e una videocamera con cavi a terra

Marcello Vicini con Daniel Mercatali in preparazione del set per la ripresa dell’intervista con gli Oliver Onions

Ora che le riprese si sono concluse, si apre la seconda fase: la post-produzione.

È lì che tutto ciò che è stato vissuto, registrato e condiviso troverà la sua forma definitiva.

O forse, una nuova forma ancora.

UmbriaCON come presa di coscienza

UmbriaCON non è stato un epilogo.
È stato un punto fermo.

Il momento in cui il progetto ha potuto guardarsi indietro e capire quanta strada è stata fatta.

Con Gigi e Andrea, con Guido e Maurizio De Angelis, con l’energia di un evento che ha saputo diventare set, la docu-serie ha trovato una chiusura narrativa potente.

Ma come spesso accade con le storie migliori, è proprio da qui che inizia il lavoro più importante: raccontarle.

E ora che il materiale è tutto sul tavolo, il viaggio continua… ora, in sala di montaggio!